Pillole di Follia

L’idea di questo progetto fotografico nasce durante il primo lockdown del 2020, come un’esigenza profondamente personale: trovare uno spazio in cui dare forma e voce alle emozioni, ai pensieri e alle riflessioni che affollavano la mente.

Il protrarsi dell’emergenza ha alimentato sentimenti diffusi di frustrazione, paura e smarrimento. In questo contesto, la solitudine e l’ansia legate alla situazione vissuta possono spingere verso soluzioni illusorie e potenzialmente pericolose: l’abuso di alcol e farmaci ne è solo un esempio.

Anche la sovrabbondanza di informazioni, spesso contraddittorie o allarmanti, ha contribuito ad amplificare lo stato di confusione e inquietudine. Allo stesso tempo, la mancanza di socialità e condivisione ha indebolito quella rete di supporto fondamentale rappresentata dalla collettività, dagli affetti e dalle relazioni.

Da queste riflessioni nasce una serie di autoritratti simbolici e surreali, in cui il contrasto diventa elemento centrale: da un lato immagini visivamente armoniose, curate nei colori e nelle forme, dall’altro un contenuto carico di tensione, che affronta il tema angosciante della dipendenza e della fragilità emotiva.